Aprile 15, 2008
Una storia di queste parti
Posted by marmo under scritti | Tag: porcherie, post-mortem, post-voto, scritti, sms, suv |La verità è che volevo passare la giornata di ieri a casa a leggere Kurt Vonnegut, un formidabile antidoto contro la nausea da umanità-alle-prese-con-olocausti-vari (nucleari e non). Ma ovviamente non ho resistito a quel credo laico da due soldi che mi impone di passare i giorni del voto in giro per i seggi (come il giovedì santo per i sepolcri). Dunque, la giornata era partita bene con Vonnegut ed è ovviamente proseguita male quando la consapevolezza della sconfitta (di chi poi? per chi tifi tu? è un quesito che spesso si pone quando parli con uno sconosciuto al seggio, e quello ti chiede: ‘Come va?’, e tu dici ‘Bene’, poi quello approva con un cenno del capo e ti chiedi: ‘Chi diavolo è questo? Con chi sta?’).
Girovagando per i seggi la sensazione era quella della polvere. La polvere e i detriti di un’Italia sempre più incomprensibile, forse perché la risposta più comprensibile a tutto questo è troppo facile, banale, meglio non pensarci. Ma vorrei concentrarmi ancora sulla polvere. Il fatto è che seguire lo spoglio in questa mia città vuol dire essere ottimisti (nel senso che sai già che qui andrà comunque peggio), e vuole anche dire che, a meno che non c’è il culo di qualche personaggio del paese in mezzo, non gliene frega niente a nessuno. Da qui, la polvere e le balle di fieno rotolanti ai seggi, che, tradotte da un cervello sempre affascinato dalle metafore facili, equivalgono un po’ alle polvere di quel che rimane di questo Paese. Ho guardato la palestra scoperta di una scuola in cui si votata, che non era la mia scuola elementare, e ho guardato il canestro abbandonato a se stesso. Mi è venuta subito voglia di fare educazione fisica in quella scuola. Poi ho pensato di nuovo alla polvere.
Per la verità, tornato a casa, le sensazioni peggiori sono state allontanate dalla tv. Siamo pur sempre una democrazia televisiva. Ho visto i vincitori piuttosto calmi, mai una parola di troppo. Mi sono tranquillizzato.
Sono uscito. Ho passato la serata con quel gruppo di ragazzi di destra (scritto così suona tipo Take That, ma insomma, non credo che li vedrò mai ballare), ma non è questo il punto.
All’attenzione degli utenti **********esi (e degli interessati)
C’è un sindaco che potrebbe andar via perché si libera un posto alla regione. Quel sindaco ha sotto il culo una bomba nucleare, una città ingestibile e un botto di debiti. Quel sindaco, oltre al fatto che è ancora un ragazzo e avrà sicuramente altri grilli per la testa, farà probabilmente la cosa che chiunque al posto suo farebbe: salutare con l’altra mano. Solo che ancora non è ufficiale.
Sto seduto sulla panchina. Il pubblico va dagli estremisti di destra con vocazioni socialiste fino ai soliti esponenti del partito della pagnofica folgorante. Quando il Sindaco parcheggia il gippone, scende con l’Assessore I e costeggia il tratto della piazza dove siamo seduti, sa che non potrà evitarci.
Sinnoco, vié qua: non può sottrarsi. Dietro il suo gippone parcheggia un altro gippone simile. Salta fuori l’Assessore II, in odor di candidatura a sindaco se il Sindaco va via.
Insomma, stanno andando tutti al bar alle nostre spalle. Non vogliono domande, non perché non abbiano niente da dire ma perché hanno già cominciato a bere da qualche altra parte. Ci invitano al bar, rifiutiamo. Torneranno presto.
Il Sindaco è un ragazzone, un bravo giovanotto. I capelli ancora corvini, solo qualche ciocca bianca, uno sguardo intenso e scrupoloso. Mi ha sempre colpito perché ha un’aria distinta, formale, anche quando gioca a calcetto o chiede di indossare la fascia da primo cittadino alla candidata locale a Miss Italia. E poi ci pensa sempre, prima di dire una cosa. Parla sempre in terza persona.
Quando le tre cariche istituzionali si avvicinano, io e gli altri stiamo dibattendo di una cosa seria, ma di questo parlerò dopo. Chiediamo al Sindaco di dire la verità, mentre l’Assessore I, non quello in odor di candidatura se bla bla bla, tenta di intrufolarsi nei nostri discorsi maschilisti e omofobi ma nessuno gli da retta. Allora il Sindaco cede.
‘Ragazzi, lo sanno tutti, il Sindaco va via’, ammette dopo qualche secondo di riflessione.
‘Cosa succederà?’, chiediamo in coro.
‘Arriverà un commissario prefettizio. Speriamo almeno che sia una gran fica.’
Non possiamo far altro che condividere. Del resto, stavamo conducendo un discorso piuttosto affine. Avevo appena detto ai miei amici che ciò che conta di più nella vita è avere una donna ‘a cui mandare messaggi con le più grandi porcate che siano mai state scritte’, il che ovviamente non basta.
C’è bisogno di una donna che ti accetti davvero per quello che sei.
Insomma, siamo d’accordo col Sindaco, che dopo la scottante rivelazione s’incammina verso il gippone mantenendo la sua aria distinta, seguito dall’Assessore I che è invece deluso per non esser stato di compagnia. L’Assessore I va alla portella del gippone. Prova ad aprire. Non succede niente. Prova ancora ad aprire, scatta l’antifurto.
‘Che minchia fai, quella è la mia auto!’, urla l’Assessore II all’Assessore I, che raggiunge immediatamente il Sindaco nell’auto giusta, quella davanti, con la coda tra le gambe.
Adesso i riflettori sono tutti per l’Assessore II, quello in odor di candidatura nel caso che bla bla bla. E’ una vera e propria tribuna politica. L’Assessore II, data la rivelazione del Sindaco, è pronto a conquistare voti. E’ affabile, ha dei pantaloni con le pezze fasulle come quelli che si portano ora, fuma una sigaretta per abbassare ancora di un semitono la sua voce già calda di vino. Ci studia. Studia delle tessere elettorali viventi.
Vorrei chiedergli se conosce delle donne disposte a leggere i miei sms ad alto tasso erotico, se ne ha conosciute, se ci sono in città. Ma lui ha altro per la testa. Ci guarda, ci esamina, vuol sapere se saremo con lui. Ci chiede del Piano Regolatore. Ci chiede cosa ne pensiamo. Per lui siamo come quella donna che è disposta ad ascoltare qualsiasi porcheria perché ti accetta davvero per quello che sei.
L’Assessore II ha una voce calda. E’ una serata eccitante, non c’è che dire.
Non lo avrei mai detto. Dov’è la polvere del pomeriggio? Dov’è il canestro abbandonato di quella scuola in cui non ho mai fatto educazione fisica? Stupidi ricordi lontani.
Abbiamo un Sindaco che andrà via e un commissario prefettizio che arriverà.
Abbiamo un Assessore II che vuol fare il candidato sindaco, e Dio solo sa se non ha stoffa.
Va tutto bene.
Ho solo un po’ di sonno e il cellulare scarico.
In un bar poco distante c’è Vasco a tutto volume, un cane al centro della piazza ha una malattia grave e si gratta con la schiena per terra, sembra che danzi, ma sta solo male.

Aprile 15, 2008 at 7:58 pm
ai mie tempi se chiamava grilli per la testa…
Aprile 15, 2008 at 8:14 pm
no, quella del sindaco si chiamava in un altro modo.
Aprile 15, 2008 at 8:31 pm
scusa ma le bombe di quel famoso fuoco d’artificio napoletano che prende il nome da un famoso calciatore argentino che milito nel napoli dalla stagione 84-85 fino al90-91 non le accenni giornalista d’assalto -inchiesta
Aprile 15, 2008 at 8:33 pm
sì, anche a me piacciono le banane col succo d’ananas.
Aprile 15, 2008 at 8:40 pm
quello a cui hai assistito si chiama pettegolezzo politico e non si riferisce a nessuno ,e come il segreto di pulcinella tutti lo sanno ma pensano di saperlo solo loro
Aprile 15, 2008 at 8:53 pm
è molto di più, ma non ho assistito a un bel niente.
Aprile 15, 2008 at 10:50 pm
sta notizia sembra che sia ufficiale
Aprile 15, 2008 at 11:00 pm
con questo post vuoi segnalare che i cittadini sono succubi e passivi?
Aprile 15, 2008 at 11:03 pm
sembra che danzi, ma sta solo male.
Aprile 16, 2008 at 8:00 am
ma quello è volonté, vero?
Aprile 16, 2008 at 9:46 am
no, è il sindaco del nostro paese!
Aprile 16, 2008 at 10:36 am
ni spezza cruecculi
Aprile 16, 2008 at 11:27 am
Se Francavilla non stesse rischiando la recessione, come tutta l’Italia ma forse anche peggio, questo post sarebbe l’inizio di un best seller….
M’è piaciuto mà…
Aprile 16, 2008 at 11:34 am
Comunque, per quanto riguarda “l’Italia incomprensibile”, tu dicevi che Berlusconi fosse morto politicamente (era buenu ci murìa propria…). E, proprio davanti ad uno dei sepolcri che visiti il lunedì laico, ti ho detto che ti sbagliavi, che, effettivamente per morire politicamente, Berlusconi deve morire fisicamente…
Aprile 16, 2008 at 11:40 am
zuccah for president
su berlusconi non dirò più nulla non chiedetemi cose nemmeno sullo scudetto mi sa che sto diventando come mio zio pierino che poi succede tutto il contrario (baggio a usa 94 è opera sua) - in compenso su del piero ho detto che andrà agli europei magari l’uccellino comincia a beccargli l’occhio e me lo porta sul davanzale della finestra.
zuccccaaaaaaaaaaaaaah
Aprile 16, 2008 at 12:46 pm
ve el berluska sarebbe morto se non si trovava intorno una massa di pirla che si lascian sfuggire le occasioni propizie,vacca boia ,tra cinque anni sostituisce Napolitano votato dal PD evia a ciurlar el manico figa figa.
Sta storia mi sembra che si potrebbe ripètere con un senatur che dopo varie stronzate tutti dicono che è finito che al massimo gli tocca l’europarlamento che non conta un cazzo ma nessuno gli da il colpo di grazia .
Aprile 16, 2008 at 12:59 pm
..
Aprile 16, 2008 at 1:28 pm
,,,
Aprile 16, 2008 at 1:37 pm
se il sindaco vostro è volontè io, santanchianamente, glieladò.
Aprile 16, 2008 at 1:59 pm
no no, scherzavo, quello nella foto non è il nostro sindaco… SONO IO!
Aprile 16, 2008 at 2:53 pm
grazie federzucca per aver fatto aumentare gli ascolti di questo blog. quante ne sai.
Aprile 16, 2008 at 5:13 pm
Forza, ci stiamo avviando allo sfascio totale!
La risposta facile è comprensibile è questa, per caso?
Aprile 16, 2008 at 6:02 pm
io non ho detto niente! comunque, dovrebbe essere qualcosa del genere immagino.
Aprile 17, 2008 at 7:07 am
l’importante è sempre un po’ de pilu.