Ferrara è un grasso signore dai fianchi un po’ molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli
Ferrara arrogante e papale Ferrara il rosso e fetale
Ferrara con il Vaticano già un po’ comunista
e in odor americano

Ferrara picchiator in valle Giulia estremista minore
lottatore di sumo infangatore di giudici
Il suo Craxi non ancor latitante cantava
Rimbalzavano le filosofie oh quanto era
marxista ma senza pudore e paura
e i socialdemocratici sembravano la letteratura
oh quanto era così forzitalico
schiavo di potere e denaro
privo di rossore e vergogna cullato
fra i portici cosce di Testa d’Asfalto
Una bohème confortevole giocata
fra finanziamenti del Foglio e pubblicità Mondadori

Ferrara è un romano di stomaco forte
Ferrara diffamatore cortese Ferrara contro l’aborto
che sa quel che conta e che vale
che sa cos’è la CIA e il suo sale
che calcola il giusto la vita e che sa
dove sta il portafoglio e una tavola sempre imbandita
Ferrara è un ricco signore che fu comunista
benessere ville gioielli e piduisti in vetrina
che sa che l’odor di giustizia
da mandare giù è cosa seria
e vuole sentirsi sicuro con la tiara che porta

Li sprechi i tuoi voltagabbana però
con lo strano binomio di preti e di feti
davanti al santo Petronio e ai bolognesi di piazza Maggiore
sono migliaia diversi da te
oh quante parole ti cantano
di fronte a una faccia paonazza
al tuo stupore volgare
Bologna bambina per bene Bologna busona
Bologna ombelico di tutto
che spingi Ferrara
a un singhiozzo e ad un rutto
grazie per quel che m’hai dato
quell’otto settembre
un dolce ricordo, un futuro e un passato” Beppe Grillo

(*) Testo liberamente tratto da “Bologna” di Francesco Guccini

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