Verona, Nicola è morto.

Il giovane massacrato di botte da un gruppo di naziskin non ce l’ha fatta.

SENSIBILE
tratto dall’ultimo album degli Offlaga Disco Pax – Bachelite

La parola sensibile è vaga come stelle dell’Orsa.
Francesca Mambro fu protagonista dell’eversione nera negli anni ’70
e si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati
ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna.
Francesca Mambro era allora come oggi la donna di Giusva Fioravanti,
un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico,
delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi
spesso ai danni di gente che nulla aveva a che fare con le sue cause
e a volte dettate dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.
Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione.
Giusva era uno pronto per la uno bianca, prima della uno bianca.
Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scielse come compagno di vita,
a questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide.
“Giusva era il ragazzo più sensibile che io avessi mai incontraro”
Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato sapere
Di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata
e la parola sensibile resta dubbia e ambivalente
come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 Agosto 1980.
Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato:
“Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta” sensibili anche loro.
Per evitare di confondere la sensibilità con l’eversione fascista e stragista
stabiliremo dei limiti!
Definiamo quindi Neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili,
che in tutto si distacca dall’ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo
anche per l’uso sconsiderato e irrensponsabile
del vocabolario.
La signora Mambro e il camerta Fioravanti sono fuori di galera,
fa male ammetere che al momento, vincono 2 a 0.

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