dal blog di Luttazzi: http://www.danieleluttazzi.it/

intervista a La Stampa

Lei è odiato a destra e temuto a sinistra, come Beppe Grillo: entrambi cacciati dalla tv, entrambi con un blog.
«Siamo molto diversi. Il blog favorisce il populismo. La massa ricerca attivamente un leader, non ci mette molto a coagularsi e a farti sentire forte del numero. La logica del potere è il numero, ma la satira è contro il potere. Nel momento in cui Grillo dice “questa è la via, seguitemi”, cessa di essere un autore satirico e diventa un leader. La satira è una elaborazione culturale, deve scattare quando un fenomeno si è pienamente compiuto. Se invece commenti quotidianamente qualunque alito di vento, come fa Grillo, rischi l’effettaccio, l’argomento facile, la castroneria. Prima di un mio spettacolo in un Palasport, trovai sulle sedie dei volantini del Meetup – Amici di Beppe Grillo. Venivano additati al pubblico ludibrio dei parlamentari condannati in via definitiva, un tema caro a Grillo. Nel volantino non c’erano solo i nomi, mi sarebbe andato benissimo, ma le foto dei parlamentari: l’effetto era quello del wanted. Un argomento di destra, non di sinistra. Bisogna fare attenzione agli ispettori Callaghan in circolazione: Grillo rischia il populismo reazionario».

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