libri-bandaidioti

“«Ecco, ieri sera, quando sei uscito, io ho telefonato a Santa e le ho detto di cercare Angelo alla stazione di polizia e chiedergli di seguirti in St. Peter Street per vedere cosa combinavi. Avevo sentito che davi quell’indirizzo al tassista.»

«Ma che brava!»

«Io pensavo che tu andassi a una riunione di comunisti. Ma mi sbagliavo di grosso. Angelo dice che ti ha visto passeggiare con della gente stramba.»

«Insomma, se ho capito bene, è stata proprio mia madre a tradirmi!» urlò Ignatius. «Mia madre!»

«Attaccato da un uccello» disse la signora Reilly piangendo. «Poteva succedere solo a te, Ignatius, perché non ho mai sentito di altra gente che è stata attaccata da un uccello.»

[…]

Ora tutti i Dr. Nut che [Ignatius] aveva bevuto si erano trasformati in acido che gli corrodeva gli intestini. Era pieno di gas che la valvola sigillata intrappolava come l’aria di un palloncino. Dalla gola gli partivano rutti poderosi che fluttuavano verso il lampadario di vetro lattato incredibilmente sporco. Una volta capitato in questo secolo pieno di brutalità, un uomo poteva aspettarsi di tutto. Dovunque erano in agguato persone come Abelman, quegli scemi che avevano aderito alla Crociata per i Diritti dei Mori, quell’idiota di Mancuso, Dorian Greene, i giornalisti, le spogliarelliste, l’uccello, le foto, i giovani delinquenti, le pornografe naziste. La società dei consumi. E soprattutto Myrna Minkoff. Bisognava che qualcuno, in qualche modo, si decidesse a dare una lezione a quella sgualdrina. Un bel giorno avrebbe dovuto pagare anche lei per quel che aveva fatto. Qualunque cosa accadesse, doveva sempre ricordarsi di questo anche se la vendetta poteva richiedere anni e anni di caccia da un caffè all’altro, da un’orgia di cantanti folk a un’altra, in un inseguimento che lo avrebbe portato dalla metropolitana a un sentiero di campagna a una piantagione o a una manifestazione. Ignatius scagliò una complicatissima maledizione risalente all’epoca elisabettiana su Myrna e freneticamente abusò ancora una volta del guanto.”

[Tratto da Una banda di idioti, John Kenney Toole]

Annunci