Intro di “Zang tumb tumb” degli Zetazeroalfa dell’album “La ballata dello stoccafisso”.

E non ditemi che anche voi non vi sentite un poco futuristi.

 

 

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Nei miei soliti giri spesso finisco nel prendere da ogni negozio diversi giornali gratuiti e riviste di ogni genere. Oggi pomeriggio dopo esser passato da un negozio “street” di un mio amico ho preso un giornale di una nota marca street che si chiama Rugged. E nel leggerlo mi soffermo su un intervista ad un certo Oliver Sieber, noto fotografo che ritrae gente comune che si ritrova in una sub.cultura legata ad un mondo di manga, personaggi di cartoni animati più disparati che ritrova un significato, quasi vitale, in quei costumi (poichè le foto sono rigorosamente in costume). E allora penso guardando gli scatti, dove i protagonisti sono quasi tutti giapponesi che forse nascono trend e mode e che la gente si lega a realtà virtuali non avendo paura di apparire “carnevalesca”. Quindi ritrovi nelle interviste fatte a Sieber un tono quasi increndulo nel dire che non è il fotografo a ritrarre in maniera casuale la gente ma la gente stessa che vuole mostrare la sua maschera, il suo vestito proprio a casa sua, nel tempio dove io posso essere ciò che voglio e se lo vorrò potro ritrovarmi nelle strade di Tokyo assieme ai miei amici con cui condivido questa passione e fregarmente a volte di una società (quella giapponese) che lascia i costumi tipici (tipo le geishe e i loro kimoni) per riflettersi in aspetti e realtà, virtuali e non, che comunque riescono a rappresentarmi. E ti ritrovi in una Tokyo in cui passi dalla via degli skins a quella dei mods, dalle lolite ai manga fan e dalle finte rasta ai rock n rollers.

Perchè a volte le sub.culture sono uno specchio della realtà.

Giorgio Gaber – I cani sciolti

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(Gaber – Luporini)

L’uomo è un animale socievole
quando incontra qualcuno che la pensa come lui
scodinzola.

Da soli non si può far niente
non è che io non dia valore all’individuo
ma credo che un momento collettivo
sia un bisogno dell’uomo per sentirsi vivo
per crescere e imparare
bisogna essere in molti
e non si può contare
sui cani sciolti.

Da soli non si può far niente
è giusto trovare una propria appartenenza
un fondersi di idee e intenzioni
per distruggere un mondo di corruzioni
per poter ricominciare
ci voglion nuovi volti
e non si può contare
sui cani sciolti.

Da soli non si può far niente
bisogna tentare una qualche aggregazione
la sento come l’unica salvezza
un’unione che dia una sicurezza
ci dobbiamo ritrovare
per non essere travolti
e non si può contare
sui cani sciolti.

Ma i cani sciolti
un po’ individualisti
un po’ anarcoidi
sono gli ultimi utopisti
purtroppo non si accontentano
delle elezioni e dei partiti e delle coalizioni
ne hanno pieni i coglioni.

Non ce la fanno a delegare
se non si sentono coinvolti
sono proprio allergici al potere
i cani sciolti.