Nel dopo partita Italia – Romania Rasputin incontra Totò Cutugno che gli parla di suo figlio che studia alla Luis…

Certe cose non hanno un perchè

frutta

Sono stato invitato come autore in questo blog fruttufero, e già il nome rimembra in me mille ricordi.

Ma a costo di apparire eterodosso allo stesso descriverò il mio rapporto con la frutta…un rapporto a dir poco burrascoso.

Tutto inizio quando naqui, non ricordo bene il momento preciso ma so che da sempre non mangio e non posso mangiare pesche e albicocche, poichè le stesse generano in me una pesante reazione allergica che si esplica in pruriti alla gola.

Mangiavo però tutto il resto, oddio il kiwi non mi ha mai appassionato, come dimenticare però l’infanzia nel periodo di luglio che dopo aver giocato tutto il giorno sporco di terra o di briciolino, con le ginocchia sbucciate mi riempivo la pancia di ciliegie, o in agosto con la calura alle stelle dopo pranzo mi sbrodolavo con l’anguria il cui nome ero convinto discendesse da una ricoorenza post bellica della 2 guerra mondiale, un augurio. A 11 anni tornavo a casa graffiato dovunque come un Indiana Jones ma fiero del proprio bottino di more, e le arance di inverno, all’asilo mi facevano impazzire con lo zucchero sopra, i mandarini, al tepore di casa, con la tombola, la banana per l’appunto onnipresente ad ogni stagione e l’anans forse il mio preferito, che mi esaltava gia nella forma, nel suo succo, nel suo colore.

Dopo un pò non so quando accadde che la stragrande maggioranza dei frutti non li potevo più mangiare poichè mi procuravano il medesimo rifiuto allergico, la più potente reazione e allo stesso tempo la più sentita perdità e stata proprio lei: l’anguria, questo cimelio storico iconografico scolpito solo nella mia mente, ed insieme ad esso, molti altri, banane, mele, un pò pere, non so sinceramente non l’ho mai capito cosa precisamente e quando, mamma dice sempre che è una fissazione psicologica, può essere ma non credo. Secondo me c’entra molto il fumo che ha sensibilizzato ancor più le mie allergie. Però non so ogni tanto le mele le mangio, le pere raramente, le ciliege mai, arance sempre e mandarini anche.

Un rapporto strano con la frutta, un rapporto che neanch’io so ben dire, o capire a te pesca ed albicocca, a te gloriosa banana, a te succulenta ananas. A te eroica anguria.

questo è quanto.